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| Il soft-air conosciuto anche come guerra simulata o tiro tattico sportivo è uno sport di squadra basato sulla simulazione militare. E’ uno sport riconosciuto dal CONI ( Comitato Olimpico Nazionale Italiano ) che si basa su delle regole ben precise emanate dall’ ACSI (Associazione Centri Sportivi Italiani) e dai suoi organi CSEN (Centro Sportivo Educativo Nazionale) e ASNWG (Associazione Sportiva Nazionale War Games). La storia di questo sport è davvero singolare; tutto cominciò durante una pausa pranzo di alcuni boscaioli Americani. Uno di loro, che aveva un marcatore a vernice rossa utilizzato per segnalare gli alberi da tagliare, per scherzo sparò una palla di vernice verso un suo compagno; che prese a rispondere con lo stesso sistema al collega. Questo “botta e risposta” coinvolse presto anche gli altri e diede origine al primo scontro di Paint-Ball (primi anni '80). Trovata la cosa molto divertente i boscaioli decisero di ritrovarsi per sfidarsi ancora fino a che il gioco si diffuse fino a divenire il Wargame odierno. Ora quei marcatori sparano con un getto di aria una pallina calibro 12 piena di vernice colorata alla velocità di 150 m/sec, facendo però vivere un'esperienza alquanto dolorosa se si viene colpiti. In Giappone, dove è nato il Soft-air, non era possibile usare quel tipo di strumenti per giocare e qualcuno pensò di usare delle armi giocattolo che sparassero dei piccoli pallini del tutto innocui. I primi modelli sparavano tramite un pistone a molla dei pallini di plastica (di varie dimensioni) con modeste velocità e gittata in modo da essere considerati veri e propri giocattoli dalla "rigida" legislazione giapponese. Quando i primi produttori si accorsero che i modelli erano sempre più richiesti i fabbricanti decisero di standardizzare questi prodotti e di istituire un organismo di controllo chiamato ASGK. I suoi compiti fondamentali erano: · Controllare la legalità dei modelli giocattolo; · Unificare gli standard di realizzazione con particolare attenzione al calibro e ai materiali; · Concordare una differenziazione produttiva in modo da evitare eccessiva concorrenza; · Stabilire il diametro del proiettile (6 mm). Questo sport consiste in varie tipologie di gioco come: · Cattura la bandiera o postazione avversaria che può essere: 1. Attaccanti contro Difensori: viene posta una bandiera obiettivo, la difesa vince se l'attacco non conquista la bandiera entro un tempo limite prefissato 2. Doppio Attacco/Difesa: con due Bandiere, vince chi cattura la bandiera nemica e la riporta al proprio campo, Deathmatch a squadre, in cui vince chi elimina tutta la squadra (senza "rinascita" dei giocatori) o chi elimina più avversari (con "rinascita"),
· Liberazione di un prigioniero, questo gioco consiste nel liberare un giocatore del proprio team che è stato fatto prigioniero dalla squadra avversaria
Altre tipologie possono essere inventate dando libero sfogo alla fantasia dei giocatori; possono essere anche organizzati scenari che riproducono azioni reali della storia militare, dalla II Guerra Mondiale fino ai conflitti contemporanei.
I giocatori e le attrezzature
Gli appassionati di soft-air sono, in genere, persone comprese in una fascia d’età che va dai 16 ai 55 anni, e di varie categorie sociali (studenti a operai, dottori, imprenditori, ecc..). Questa varietà arricchisce lo spirito di gruppo. Una giornata di gioco tipo comincia il mattino presto, si fa colazione tutti insieme, parlando e scambiando chiacchiere in un clima di amicizia che non viene mai meno. Anche dopo il gioco, spesso le persone condividono ancora più piacevolmente il tempo insieme, andando al ristorante o facendo una bella grigliata. Stare insieme, divertirsi senza tenere conto delle differenze di età o sociali: è questo il piacere più bello di questo sport. Per praticare questo sport sono importanti sia l’abbigliamento che le attrezzature. Queste ultime servono a salvaguardare le parti più deboli del corpo. La dotazione base comprende la tuta mimetica, scarponi da montagna o anfibi, ginocchiere, guanti, occhiali di protezione e maschere in neoprene. Si può migliorare il proprio equipaggiamento con attrezzature di supporto che, oltre ad essere utili per proteggersi, consentono di essere all’altezza della situazione e del gioco: gilet tattico, camel back (vescica per l'acqua a zaino con apposito tubo), una mimetizzazione aggiuntiva, un telo mimetico, un cappello con fronde, una radio ricetrasmittente (sintonizzata su frequenze civili), una torcia da collocare sul fucile (per missioni in carenza o assenza di luce, come le notturne), un visore notturno, mentre per i cecchini può essere utile un’ottica di precisione. Per quanto riguarda le armi da utilizzare nel gioco, le Air Soft Gun (letteralmente dall'inglese 'Arma Morbida ad Aria') sono repliche (più o meno fedeli) di armi da fuoco che proiettano pallini sferici mediante la spinta impressa dalla compressione di un gas (Aria, Propano, CO2). I pallini, nella maggior parte della dimensione di 6mm di diametro (meno frequentemente 8mm), possono essere composti da materiali plastici (generalmente sono pallini colorati analoghi a quelli che si vedono regolarmente in bancarelle o fiere), da materiali inerti o biocompatibili e biodegradabili. Il peso delle tre tipologie di pallini varia tra gli 0,12g (in particolare quelli della prima tipologia) e 0,20 - 0,28g. La compressione del gas necessario per proiettare il pallino può derivare dalla compressione, manuale o motorizzata, di un cilindro a molla oppure da serbatoi di gas precompressi. Nel caso di A.S.G. motorizzate si può incorrere anche nella denominazione Air Electric Gun (A.E.G.). Normativamente, come si desume dalla Sintesi del diritto delle Armi, le A.S.G. che imprimono una energia al pallino non superiore ad 1 Joule sono da considerarsi oggetti qualsiasi, esclusi dal novero delle armi o degli strumenti di offesa (e dai relativi ordinamenti).
Il soft-air e Legislazione
Le persone che praticano il soft-air fanno parte di associazioni sportive e come stabilisce la Costituzione con Art. 18 Cost. in proposito: I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale. Sono proibite le associazioni segrete e quelle che perseguono, anche indirettamente, scopi politici mediante organizzazione di carattere militare. Poiché gli appassionati di Soft-air fanno parte di associazioni sportive riconosciute, non esistono dubbi sulla loro legittimità, anche se qualcuno potrebbe invece riferirle erroneamente a organizzazioni di carattere militare che sono invece vietate dalla Costituzione. Ogni settimana vengono fatte riunioni per le scelte dei campi di gioco e dei game da proporre la domenica al campo. La Costituzione con l’ Art. 17 Cost. dispone sul diritto di riunione: I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senza armi. Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non è richiesto preavviso. Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, che possono vietarle soltanto per comprovarti motivi di sicurezza o di incolumità pubblica Per quanto riguarda i campi da gioco possono essere di vario tipo: boschivi, sabbiosi, urbani (intesi come fabbricati ed edifici non altrimenti utilizzati). Ovviamente l’utilizzo di questi campi da gioco è subordinato all'autorizzazione da parte del proprietario alla pratica sportiva. Il proprietario del campo da gioco può essere: · un privato · un ente pubblico Nel caso di un proprietario privato, basta una semplice richiesta scritta per ottenere l’autorizzazione ad usufruire dei terreni di gioco. Allo stesso modo nel caso in cui il terreno appartenga a un ente pubblico, va fatta richiesta scritta all'ente stesso e va allertata la più vicina caserma dei Carabinieri o della Polizia. Quest'ultimo accorgimento, è giusto ribadirlo data la sua fondamentale importanza, va comunque saggiamente adottato anche nel caso in cui il "combat" avvenga in una zona privata di cui magari il club di soft air è proprietario; è bene, dunque, avvisare sempre le Forze dell'Ordine, in particolare l'Ufficio Relazioni con il pubblico, della locale Questura, che ha esclusiva competenza in materia di ordine pubblico. In tal modo verrà scongiurato ogni "equivoco" o allarmismo, qualora eventuali terzi dovessero assistere casualmente agli incontri di simulazione militare. Altra precauzione fondamentale è quella di segnalare la zona in cui si svolgeranno i giochi con degli opportuni avvisi che spieghino cosa sta avvenendo, in modo da non allarmare inutilmente eventuali passanti. Un’ altra problematica che riguarda le ASG è quella legata alla questione del "tappo rosso" e della "volata rossa" (la parte finale della canna attraverso la quale esce il proiettile):entrambe queste parti devono essere obbligatoriamente rosse per identificare le cosiddette armi giocattolo. In mancanza di tali contrassegni ne è previsto il sequestro da parte degli organi di polizia.
Analizzeremo brevemente quanto prevede in merito la legislazione italiana. La L n°110 del 18.04.1975 all'articolo 5 prevede che i giocattoli riproducenti armi non siano realizzati in modo da poterli trasformare in oggetti idonei all'offesa e che debbano avere l'estremità della canna parzialmente o totalmente occlusa da un ben visibile tappo rosso incorporato. Ad integrazione della L 110/75 sono arrivate la L n° 36 del 1990 e la Circolare n°559 del 31.10.1996. La Circ. 559 richiamando la Sentenze della Corte di Cassazione n°1664 del 30.05.1994 e n°1911 del 02.06.1994, mette in evidenza come siano soggetti alla disciplina dettata per le cosiddette armi giocattolo, i congegni da sparo ad aria compressa per i quali sia stata ritenuta insussistente l'attitudine a recare offesa. «Per giocattoli ha inoltre precisato la Cassazione, «devono intendersi non solo gli oggetti prodotti per l'infanzia ma anche tutti quelli che abbiano come funzione naturale quella di essere destinati al divertimento, ivi compresi quelli relativi alle attivìtà ludiche degli adulti, di tal che il tappo rosso destinato a distinguere le armi giocattolo da quelle vere va apposto anche ai modelli non destinati ai bambini». La circolare pone in evidenza che il termine "incorporato" applicato nella 110/75 debba intendersi come «intimamente connesso», e pertanto non asportabile senza danno per la volata della soft-air. Allo stesso tempo pero' rammenta la sentenza n. 3394, emessa dalla Suprema Corte a sezioni riunite il 6 marzo 1992: “Il semplice uso o porto fuori dalla propria abitazione di un giocattolo riproducente un'arma sprovvisto di tappo rosso non è previsto dalla legge come reato. L'uso o il porto fuori dalla propria abitazione di un tale giocattolo assume rilevanza penale soltanto se mediante esso si realizzi un diverso reato dei quale l'uso o il porto di un'arma rappresenti elemento costitutivo o circostanza aggravante”. Il problema della C.559 è che si riferisce principalmente agli obblighi dei commercianti e non di chi deve poi trasportare la replica per cui si andava incontro a problemi di interpretazione. La Cassazione Pen. sez. II,05/05/1993, n°4594 ha deliberato che "il semplice uso o porto fuori dalla propria abitazione di un giocattolo riproducente un'arma privo del tappo rosso assume rilevanza penale solo se mediante esso si realizzi un reato del quale l'uso o il porto di un'arma rappresenti elemento costitutivo o circostanza aggravante, dovendosi in tali casi ritenere la sussistenza del reato o dell'aggravante, ancorché si tratti di arma giocattolo. A carico, invece, di coloro che portino fuori dalla loro abitazione giocattoli riproducenti armi sprovvisti di tappo rosso non è più configurabile, per il semplice uso o porto, responsabilità penale, neppure in relazione agli artt. n°4 e 7 della L 895 del 1967, modificati dagli artt. 12 e 14 legge 497 del 1974, o allo art. 4 legge n.110 del 1975". La Cass. Pen., sez. I, 04/12/1992,n° 11640: "A seguito dell'entrata in vigore della legge 21 febbraio 1990 n°36,non è più configurabile, a carico di coloro che portino fuori della propria abitazione armi giocattolo sprovviste di tappo rosso, responsabilità penale per semplice uso e porto, neppure in relazione agli artt. 4 e 7 legge 2 ottobre 1967, modificati dagli artt. 12 e 14 legge 14 ottobre 1974 n. 497, o all'art. 4 legge 18 aprile 1975 n.110". Infine la Cass. pen., sez. I, 05/05/1992, n° 1141: "La disposizione del comma sesto dell' art. 5 della legge n. 110/75, come sostituito dall 'art. 2 della legge n° 36 del 1990, individua,attraverso le condotte tipiche, i destinatari del precetto penalmente sanzionato nei soli fabbricanti e in coloro che pongono in commercio le armi giocattolo non rispondenti ai requisiti richiesti dalla legge. Ne consegue che l' inosservanza delle prescrizioni imposte integra reato proprio, non applicabile a persone diverse da quelle indicate, mentre non configura ipotesi di reato il semplice porto di arma giocattolo, a norma del settimo comma dello stesso art. 5". Tuttavia, considerando che la legislazione vigente è piuttosto articolata, è però prudente lasciare sempre visibili tappo e volata rossa, anche per evitare fastidiosi contrattempi nel corso di controlli da parte degli organi di Polizia.
Il soft-air nell’ Economia
Il soft-air può essere efficacemente utilizzato per sviluppare diverse competenze aziendali come:
· Decision taking e making, il gruppo deve scegliere a seconda delle varie tipologie di gioco, la migliore alternativa o il miglior piano per portare al termine l’obbiettivo. · Pianificazione/organizzazione, vengono potenziate attraverso: 1. la suddivisione del lavoro fra più persone, la suddivisione del potere, cioè del comando, 2. la suddivisione delle responsabilità; tali suddivisioni servono per raggiungere in modo ottimale gli scopi prefissati, 3. La presenza di uno o più centri di potere, cioè di una persona che emana le direttive e controlla che le direttive siano eseguite, 4. La sostituibilità del personale che fa parte della organizzazione, quando questo si mostri inadeguato o inefficiente. · Teamworking, i game servono a far sì che i ruoli e le responsabilità possano essere meglio evidenziate rispetto alle dinamiche di Team. Si lavora sulla ridefinizione di ruoli e responsabilità, capacità di delega, processi, procedure. · Teambuilding, in questa fase si cerca di conoscere meglio i propri collaboratori e il microcosmo aziendale di cui si fa parte, per costruire uno spirito di gruppo · Equilibrio emotivo e gestione stress, ovvero il senso di tensione, ansia, preoccupazione, malessere diffuso associato a conseguenze negative per l’organismo e per lo stato emotivo e mentale dell’individuo. Questo sport fa in modo che le persone riescano a comprendere le proprie relazioni interpersonali per riconoscere il proprio stile di gestione dello stress ed a trovare un equilibrio emozionale all’interno di contesti di pressione. · Leadership, migliora la capacità del leader e il ruolo degli altri partecipanti all’interno del gruppo, poiché una delle caratteristiche fondamentali dei membri di un team di stato elevato è quella di proporre idee e attività al gruppo. E’ evidente l’importanza del carisma di un leader che sappia influenzare il comportamento dei membri del gruppo. Il leader deve saper motivare e coinvolgere gli altri per il raggiungimento di obbiettivi ed è proprio ciò che succede nel soft-air. Nelle più recenti teorie si ritiene fondamentalmente la leadership una relazione che migliora l’efficacia di una organizzazione ed è ciò che si verifica anche nel gioco del soft-air. · Problem solving e creatività, migliora la capacità di trovare una soluzione per un problema di qualsiasi tipo. Questo si ottiene stimolando i partecipanti, attraverso alcuni game, affinchè possano: 1. percepire l'esistenza di un problema 2. definire il problema ed eventualmente suddividerlo in sottoproblemi 3. formulare ipotesi per la risoluzione del problema 4. verifica re la validità delle ipotesi 5. valutare le soluzioni 6. applicare la soluzione migliore · Gestione del tempo, questo sport spinge i partecipanti a realizzare un piano per raggiungere un obbiettivo. Attraverso il gioco si apprende una migliore organizzazione del tempo, delle sue metodologie e strumenti di gestione. Si sviluppa flessibilità e prontezza nell'affrontare situazioni impreviste, il rispetto dei tempi e delle scadenze, la gestione del tempo futuro: previsione, pianificazione e programmazione, la gestione delle emergenze). Questo è importante per le aziende che operano in un contesto lavorativo i cui ritmi, in continuo aumento, richiedono capacità di reazione immediata.
Per poter migliorare le abilità dei collaboratori le aziende utilizzano i workshop. Consulenti specializzati propongono queste giornate di formazione con lo scopo di presentare ai responsabili aziendali le potenzialità del soft-air in termini di metodologia formativa esperienziale. Rappresenta, quindi, una sorta di “assaggio” di eventuali interventi formativi che è possibile realizzare nelle singole aziende secondo le loro esigenze specifiche. I consulenti specializzati hanno profili altamente professionali ed operano in istituzioni prestigiose come ad esempio Dr. Naldoni - responsabile nazionale sezione soft-air per Confindustria e Dr.ssa Daniela Fregosi - psicologa del lavoro e consulente aziendale senior. La distribuzione commerciale delle attrezzature del soft-air (abbigliamento ed armi giocattolo) avviene attraverso imprese con una struttura organizzativa elementare poiché esse sono piccole imprese che producono un solo tipo di servizio e di prodotto. La localizzazione di questi negozi non è stabilita casualmente, i proprietari tengono conto di una serie di fattori che rendono opportuna la scelta di un certo territorio piuttosto che un altro. I fattori che si prendono in considerazione nella scelta della localizzazione dei punti vendita sono:
· Le caratteristiche urbanistiche del territorio · L’esistenza di infrastrutture · La disponibilità e facilità di accesso ai servizi reali offerti alle imprese
E’ da segnalare che la maggior parte di questi negozi si trova nella Repubblica San Marino, considerato che si trova nelle vicinanze di zone adatte per i campi da gioco. Sono però rilevanti nella scelta di questa dislocazione anche i vantaggi fiscali dovuti alla mancanza di IVA applicata sulle transazioni che rende i prezzi delle attrezzature particolarmente competitivi. Tuttavia esistono anche altri punti di vendita sul territorio italiano e nel totale si contano circa una trentina di attività commerciali per un mercato ovviamente “di nicchia”. Le imprese produttrici principali da cui si riforniscono i negozi di soft-air sono: Classic Army, Tokyo Marui, I.C.S.. Si tratta di imprese che generalmente hanno un processo di produzione verticalizzato ovvero tutte le operazioni e le fasi necessarie per produrre il bene si svolgono al loro interno. Sono imprese capital intensive, ovvero ad alta intensità di capitale e bassa intensità di lavoro. Operano principalmente nei settori tecnologicamente avanzati, che richiedono elevati investimenti in ricerca e sviluppo e in beni strumentali. Alcune di queste imprese utilizzano le proprie linee produttive anche per la produzione di beni di settori tradizionali. In entrambi i casi (produzione specificata per Soft-air o aziende multi prodotto) è comunque richiesto personale altamente qualificato ed investimenti continui in innovazioni tecnologiche. Queste industrie sono collocate solo nel sud est asiatico e non subiscono la concorrenza di imprese produttrici europee e statunitensi . Le aziende leader del mercato sono particolarmente attente alla qualità dei loro prodotti, conquistando così la fidelizzazione della propria clientela. Viceversa le aziende che forniscono prodotti di bassa fascia, con prezzi minori, sembrano non riuscire ad ottenere quote di mercato consistenti e/o stabili. Il soft-air e la Storia Attraverso il soft-air è possibile ricostruire uno scenario storico di riferimento del gioco e questo permette ai giocatori di entrare nel ruolo e di accrescere divertendosi il proprio la propria cultura. In effetti, avvicinarsi ai grandi eventi della nostra Storia interpretando i ruoli nel soft-air accende la curiosità sulle cause e gli sviluppi che hanno portato al conflitto “giocato”, rendendo vivo un apprendimento che sui libri potrebbe risultare noioso o poco interessante. Un esempio può essere quello di un torneo nazionale di qualche anno fa, ambientato nella I Guerra Mondiale.Le origini e la vastità del conflitto che interessò tutta l’Europa e coinvolse anche potenze extraeuropee, furono ampiamente analizzate per consentire al meglio la “realizzazione” sul campo della battaglia scelta che fu quella dell’offensiva sul Piave. Ai giocatori vennero prima di tutto fornite le informazioni di base sulla vicenda storica che dovevano interpretare e tutte le notizie utili a definire il contesto del conflitto e dei contendenti coinvolti. I comandi dei due eserciti contrapposti erano tenuti nominalmente dai due sovrani, Vittorio Emanuele III e Carlo I, ma erano esercitati, per l'Italia, dal generale Armando Diaz, per l'Austria-Ungheria dal generale Arz von Straussenburg. L'esercito italiano schierava otto armate: 1. la 7a (comandata dal gen. Giuseppe Pennella), la 1a e la 6a fronteggiavano gli austro-ungarici dallo Stelvio alla Valsugana; 2. la 4a e la 12a (comandata dal generale francese Graziani e formata da una divisione francese e tre italiane) tenevano il settore del Grappa tra il Brenta ed il Piave; 3. l'8a, la 10a (comandata dall'inglese Frederick Lambart e formata da 2 divisioni inglesi e dall'XI Corpo d'armata italiano) e la 3a sostavano lungo il Piave; 4. la 9a armata, quattro divisioni di cavalleria ed il reggimento di fanteria americano componevano la riserva. L'esercito austro-ungarico era articolato in due grandi gruppi: 1. il Gruppo Arciduca Giuseppe (l'Arciduca Giuseppe aveva sostituito Conrad il 15 luglio) detto anche Tirolo, composto dalla 10a ed 11a armata che tenevano il settore montano 2. il Gruppo Boroevic composto dal Gruppo Belluno (3 corpi d'armata), dalla 6a e dalla 5a Armata, detto anche Armata dell'Isonzo. L'azione italiana della zona del Grappa doveva precedere quella del Piave: l'una avrebbe avuto inizio all'alba, l'altra alla sera del giorno fissato per l'attacco, che in un primo tempo doveva essere il 18 ottobre ma fu poi spostato al 24, anniversario dell'attacco di Caporetto. Alle 3:00 del mattino del 24 ottobre l'artiglieria del XXX Corpo d'armata aprì il fuoco contro le posizioni nemiche sul Grappa, seguita poco dopo da quelle del VI e del IX Corpo della 4a Armata e del I della 12a Armata. La reazione austro-ungarica fu furiosa: episodi di valore furono numerosi d'ambo le parti. Molte cime furono più volte prese e perdute. Il 31 ottobre il Grappa, isolato, crollò. Gli italiani, in quel settore, avevano avuto 34.507 morti. Frattanto l'azione si era sviluppata anche sul Piave, che però, fra la sera del 23 ed il mattino del 24, si era ingrossato in modo pauroso per le piogge intense. La corrente aveva acquistato la velocità di 3-4 metri al secondo. Divenne difficilissimo gettare i ponti che la corrente trascinava a valle o gli austro-ungarici centravano con i loro tiri. Solo alle Grave di Papadopoli si potevano costruire piccole teste di ponte sulla riva nemica. Ma bisognava passare: i pontieri fecero sforzi sovrumani e, decresciuto leggermente il livello delle acque, il mattino del 26 il comando dell'8a Armata diede l'ordine di passare il Piave. Alla sera del 27 gli italiani avevano costituite tre solide teste di ponte a Papadopoli, a Valdobbiadene e a Sernaglia. Speciali drappelli di arditi nuotatori (i caimani del Piave) mantennero le difficili comunicazioni. La notte del 28 il livello del Piave decrebbe sensibilmente: si gettarono altri ponti e ben nove Corpi d'armata poterono trovarsi, così, il mattino del 29, al di là del fiume donde sferrarono l'offensiva. Il giorno 30 una colonna di cavalleria e di ciclisti occupava Vittorio Veneto, metre la 3a Armata, comandata dal Duca d'Aosta e schierata sul basso Piave sino al mare, avanzava verso la Livenza ed il Tagliamento. L'esercito austro-ungarico in fuga lasciava nelle mani italiane circa 300.000 uomini e 5.000 cannoni. Era la vittoria finale per l'Italia. Dopo le notizie specifiche sulla battaglia, furono fornite ai giocatori anche le informazioni relative alle cause generali della I guerra Mondiale. Le origini di questo conflitto sono state tante e complicate:
· Bismarck con la sua politica aveva creato e mantenuto l’equilibrio delle diverse potenze in Europa, ma quando fu rimosso dal kaiser Guglielmo II, la Germania cominciò produrre grandi quantità di armamenti e altri prodotti, entrando in diretta concorrenza con l’Inghilterra per il primato continentale. · Contemporaneamente all’uscita di scena di Bismarck, La Russia decise di sciogliere l’alleanza con la Germania e di allearsi con la Francia. Quest’ultima insieme con Inghilterra e Russia diede vita alla Triplice Intesa. Sul fronte opposto venne a trovarsi la Triplice Alleanza formata da Italia, Austria e Germania. · Grande tensione era concentrata nella cosiddetta “Polveriera Balcanica”. Le zone poste a nord della penisola, strategiche per il controllo commerciale e militare, fungevano anche da cuscinetto tra l’Impero Turco e l’Impero austriaco. Contemporaneamente la Russia, con altre potenze europee, non nascondeva mire espansionistiche su quest’area, sognando uno sbocco sul Mediterraneo. · La scintilla che fece scoppiare la Guerra avvenne nel giugno del 1914 quando Francesco Ferdinando,erede al trono d’Austria, fu assassinato a Sarajevo da un irredentista serbo. L’Austria, nel chiedere risarcimento per l’accaduto,, inviò alla Serbia un ultimatum di 48 ore contenente richieste durissime. La Serbia cercò di ottenere termini di accordo più concilianti, ma l’Austria, non ritenendosi soddisfatta, le dichiarò infine guerra. Al termine della esposizione delle vicende storiche della battaglia specifica e dello scenario più in generale, i giocatori poterono organizzare le squadre ed i ruoli per dare inizio al gioco così contestualizzato Il soft-air e la Letteratura Italiana
Questo sport presenta numerose analogie con il metodo usato dagli attori che si preparano per una rappresentazione teatrale Si realizza così una specie di meta teatro ovvero “il teatro nel teatro” o “il teatro che parla del teatro” e consiste in un evento teatrale che si svolge sul palcoscenico all’interno di un altro evento teatrale. Questa è una delle tecniche utilizzate da Pirandello nelle sue opere. Un’altra sua tecnica è anche “lo sfondamento della quarta parete” ovvero lo sfondamento di quel "muro" immaginario, posto di fronte al palco di un teatro, che separa il pubblico dall'azione che si svolge nel mondo dell'opera rappresentata. Pirandello non è l’inventore del meta teatro, ma colui che l’ha fatto riscoprire, poiché era sta usato già nel passato da Shakespeare nella seconda scena del terzo atto dell'Amleto, nel quale degli attori propongono uno spettacolo, consigliati da Amleto, sull'omicidio di suo padre per mano di Claudio. Pirandello utilizza queste tecniche nei suoi drammi più famosi che sono: · “I sei personaggi in cerca d’autore”, La rappresentazione inizia con l'entrata del direttore-capocomico, seguito dagli attori, che entrano alla spicciolata per rappresentare la prova de “Il giuoco delle parti”, altro dramma di Luigi Pirandello. Dopo l'inizio della prova, entrano in scena dal nulla sei personaggi (il padre, la madre, la figliastra diciottenne, la bambina, il giovinetto e il figlio). Dopo aver raccontato la loro vicenda, i sei personaggi convincono il capocomico a rappresentarla, rifiutando però l'assegnazione delle parti ai vari attori: essi vogliono rappresentare di persona il loro dramma. Subito viene sollevato un problema dal capocomico: l'assenza di madama Pace, fondamentale per la scena nell'atelier. Il padre offre subito una soluzione: ricreare l'atelier in modo che madama Pace sia attratta sulla scena. Infatti appare subito dopo la madama, con grande spavento da parte di tutti gli attori, che scappano urlando. Iniziano subito la scena in cui, con una parlata mezzo italiana e mezzo spagnola, la madama annuncia alla figliastra l'arrivo di un cliente (il padre), fino all'arrivo del padre. Il capocomico, convinto dell'effetto della scena, fa subito provare agli attori. A causa dell'eccessiva artificiosità della rappresentazione, però, la figliastra scoppia in fragorose risate, convincendo il capocomico a permettere che i personaggi stessi rappresentino se stessi sulla scena. La rappresentazione continua fino all'arrivo della madre e all'arrivo di questa nella casa del padre con i tre figli. Nell'ultima scena, per cui è allestito un giardino, la madre scopre la bambina affogata nella vasca e, presa da orrore, scorge dietro un albero la figura del giovinetto che, con occhi da pazzo, vede la sorella morta con una rivoltella nascosta nella tasca. All'improvviso parte un colpo di rivoltella e il grido di disperazione della madre. Allo sconcerto degli attori, che non sanno se il ragazzo sia morto o meno, il padre grida la verità di quegli avvenimenti. Il capocomico, indispettito dagli ultimi avvenimenti e per la giornata di prove perduta, ordina all'elettricista di spegnere tutto e licenzia tutti. Ma dietro il fondo, in cui erano i personaggi per soccorrere il giovinetto e la bambina, si accende come per errore una luce verde che proietta le loro ombre sul capocomico, il quale scappa terrorizzato. Spento il riflettore escono dal fondo il padre, la madre e il figlio, che si fermano in mezzo alla scena. Ultima ad uscire è la figliastra che, ripetendo la sua perdizione, corre verso le scalette e con una stridula risata rivolta agli altri scompare dalla scena. Il meta teatro si realizza poiché gli attori interpretano i sei personaggi nella rappresentazione e lo sfondamento della quarta parete si ha quando all’inizio del dramma i sei personaggi invece di entrare in scena dalle entrate sul palco entrano in scena dalla platea. · “L’Enrico IV”, Un borghese romano prende parte ad una battuta di caccia nella quale impersona Enrico IV, alla messa in scena prendono parte anche Matilde di Spina, donna di cui è innamorato, ed il suo rivale in amore Belcredi. Quest'ultimo disarciona Enrico IV che nella caduta batte la testa e si convince di essere realmente il personaggio storico che stava impersonando. La follia dell'uomo viene assecondata dai servitori che il nipote Di Nolli mette al suo servizio per alleviare le sue sofferenze; tuttavia dopo 12 anni Enrico guarisce e comprende che Belcredi lo ha fatto cadere intenzionalmente per rubargli l'amore di Matilde, che poi si è sposata con Belcredi ed è fuggita con lui. Decide così di fingere di essere ancora pazzo, di immedesimarsi nella sua maschera per non voler vedere la realtà dolorosa. Dopo 20 anni dalla caduta, Matilde, in compagnia di Belcredi, della loro figlia e di uno psichiatra vanno a trovare Enrico IV. Lo psichiatra è molto interessato al caso della pazzia di Enrico IV, che continua a fingersi pazzo, e dice che per farlo guarire si potrebbe provare a ricostruire la stessa scena di 20 anni prima e di ripetere la caduta da cavallo. La scena viene così allestita, ma al posto di Matilde recita la figlia. Enrico IV si ritrova così di fronte la ragazza, che è esattamente uguale alla madre Matilde da giovane, la donna che Enrico aveva amato e che ama ancora. Ha così uno slancio che lo porta ad abbracciare la ragazza, ma Belcredi, il suo rivale, non vuole che sua figlia sia abbracciata da Enrico IV e si oppone. Enrico IV sguaina così la spada e trafigge Belcredi ferendolo a morte: per sfuggire definitivamente alla realtà "normale" (in cui tra l'altro sarebbe stato imprigionato e processato), decide di fingersi pazzo per sempre. In questo dramma si vede il meta teatro poiché il personaggio principale interpreta nella rappresentazione il personaggio di Enrico IV. Come nel meta teatro il soft-air utilizza il role-playing come metodo per la comprensione e la narrazione di storie attraverso modalità attive e compartecipate.
Per un modo nuovo di guardare il soft-air
Possiamo riassumere ciò che riguarda il soft-air attraverso tre punti. Il primo è quello che il soft-air sembra, ovvero una sorta di guerra che istiga le persone alla violenza. Infatti viene visto con diffidenza da molti e ciò potrebbe scaturire dal suo carattere di novità, e come tutte le novità può essere guardata con sospetto fino a quando non la si conosce compiutamente. E’ importante infatti prima documentarsi bene sulle situazioni per poi maturare, con il tempo, una propria personale opinione. Questo spero possa accadere anche con il soft-air. Infatti molti prendono per “pazzo” chi pratica questo sport, giudicando in maniera negativa il Soft Air, avendolo solo visto dall’esterno o addirittura avendolo solo immaginato, senza essersi mai messi in gioco venendo a vedere come viene praticato e in cosa consiste veramente. Il secondo punto è stabilire cosa il soft-air “non è”. Non è una palestra per guerrafondai o violenti che possono “prepararsi” a usare armi vere o comunque a usare la forza nei confronti degli altri. Non è quindi uno sport “immorale”. Anzi, è una occasione per migliorare lo spirito di gruppo, mentre ci sono tanti sport molto più “ricchi e famosi” in cui si vedono tanti episodi di immoralità. Ad esempio sono numerosi i casi di sport più popolari in cui il denaro (milioni di euro di tangenti) uccide il vero senso dello sport e della sana competizione. Qualcuno va dicendo: “cosa c’è di bello nello spararsi pallini di plastica addosso?” . Io penso che alla stessa maniera potremmo anche dire: “cosa c’è di bello nel rincorrere un pallone di cuoio in area rettangolare ”? (calcio) e ancora “ cosa c’è di bello nel far passare una pallina da una parte all’altra di un’ area divisa da una rete?”(tennis). Prese con questa filosofia tutti gli sport apparirebbero assurdi e banali, ma ciò che è alla base di ogni pratica sportiva è la grinta e l’affiatamento dei giocatori, la voglia di raggiungere obbiettivi, la voglia di aggregazione sociale, la voglia di passare del tempo in maniera sana e divertente, è questo ciò che accomuna tutti gli sport. Un altro equivoco porta a definire guerrafondaio chi pratica il soft-air. Tutti gli sportivi odiano la guerra e sanno quant’è cruenta e distruttiva e anche questo sport permette di capirlo poiché alla fine della giornata i giocatori tornano a casa dalle proprie famiglie anche se nel gioco vengono “uccisi” (alla fine si tratta solo di aspettare qualche minuto di penitenza o la fine della partita). Questa riflessione è ben presente in chi pratica questo sport e rende ancora più consapevoli della profonda differenza tra un gioco e la drammatica realtà della guerra. Il Soft-Air è solo una simulazione di azioni tattiche, la simbiosi di strategia e adrenalina, dove si aguzza l’ingegno, dove nessuno si fa mai male e ci si diverte stando a contatto con la natura e con gli altri. Le parole non possono esprimere tutte le emozioni che questo sport è capace di regalare a chi lo pratica in maniera sana e genuina. Infine l’ultimo aspetto è quello che il soft-air è, cioè un semplice divertimento che si concretizza nell’aggregazione sociale, nel contatto e nel rispetto della natura e nello invogliare una persona a dare tutto se stesso per raggiungere un obbiettivo, scalando e superando le montagne della vita contando su valori e principi come la lealtà, la correttezza, lo spirito di squadra, l’amicizia e la sincerità. Io ho avuto la fortuna di aver provato queste emozioni perché le ho vissute in prima persona, visto che pratico questo sport da un anno e che lo trovo bellissimo. So anche che nel soft-air, come in ogni cosa, ci possono essere alcuni aspetti e lati negativi, ma le emozioni, le esperienze, gli insegnamenti e l’arricchimento che questa attività mi ha portato li mettono in secondo piano. Inoltre il soft-air mi ha permesso di conoscere varie persone che hanno età ed esperienze diverse dalle mie, di restare in contatto anche con ex compagni di scuola che non avrei più potuto vedere tutti i giorni. Ci sono due aspetti che nella società in cui ci troviamo oggi non si riescono a trovare e che il soft-air mi fa vivere: il rispetto e l’importanza delle regole, di un gruppo e delle singole persone che lo compongono. Poiché “nessun uomo è un’ isola”, noi siamo la somma di tutte le esperienze, le idee e le persone che abbiamo incontrato sul nostro cammino e che, liberamente ripensate, sono diventate parte di ciascuno di noi; per questo è importante imparare insieme agli altri, imparare dagli altri e insegnare loro qualcosa. Un altro motivo per cui amo questo gioco è il senso di libertà che mi da e che mi continuerà a dare, un senso legato alla vita stessa perchè “la libertà è vivere e io voglio vivere libero”. Queste sono le mie motivazioni e i miei pensieri riguardo uno sport poco conosciuto e non ancora compreso da tutti. Spero che con il tempo il soft-air possa essere riconosciuto così come l’ho descritto,uno sport come gli altri senza pregiudizi: per ora sarei contento se fossi riuscito a far cambiare opinione ad almeno alcune persone.
Tesi di maturità anno 2008/2009 Di Testai Simone
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